I bonus casa 2026 permettono di recuperare parte delle spese per ristrutturare, migliorare l’efficienza energetica, mettere in sicurezza gli edifici e arredare un’abitazione rinnovata. Le principali agevolazioni sono bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e bonus mobili: conoscere aliquote, requisiti e adempimenti aiuta a costruire un preventivo realistico e a evitare errori nei pagamenti.
La distinzione decisiva riguarda l’abitazione principale e il titolo di chi sostiene la spesa. Questa guida spiega quali detrazioni valutare nel 2026 e come richiederle, con riferimenti alle fonti istituzionali. Informazioni verificate al 7 settembre 2026.

Quali sono i bonus casa 2026: aliquote a confronto
La legge di Bilancio 2026, n. 199/2025, articolo 1, comma 22, ha mantenuto per il 2026 le aliquote del 2025 per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus e prorogato il bonus mobili. Le riduzioni precedentemente previste per quest’anno sono state rinviate. Il riferimento è il testo della legge in Gazzetta Ufficiale.
| Agevolazione | Detrazione sulle spese 2026 | Limite di riferimento |
|---|---|---|
| Bonus ristrutturazioni | 50% con i requisiti per l’abitazione principale; 36% negli altri casi ammessi | 96.000 euro di spesa per unità immobiliare |
| Ecobonus | 50% oppure 36%, secondo i requisiti | Massimali diversi secondo l’intervento |
| Sismabonus | 50% oppure 36%, secondo i requisiti | 96.000 euro di spesa per unità immobiliare, secondo la disciplina applicabile |
| Bonus mobili ed elettrodomestici | 50% | 5.000 euro di spesa agevolabile |
Le percentuali non bastano per stabilire il beneficio: occorre verificare natura dei lavori, documentazione e disponibilità del massimale. Per gli interventi energetici, la tabella ENEA 2026 distingue le aliquote attuali da quelle precedenti.
Bonus ristrutturazioni 2026: lavori ammessi e requisiti
Quali interventi possono beneficiare della detrazione
Il bonus ristrutturazioni riguarda il recupero degli immobili residenziali. Sulle singole abitazioni sono agevolabili, tra gli altri, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Sulle parti comuni dei condomìni rientra anche la manutenzione ordinaria.
La sola tinteggiatura interna di un appartamento, normalmente, non basta. Può essere compresa quando necessaria a completare un intervento più ampio agevolabile. Sono previste anche specifiche categorie di opere, come quelle per prevenire atti illeciti. L’inquadramento va confrontato con la guida dell’Agenzia delle Entrate sugli interventi ammessi.
Quando spetta il 50% sull’abitazione principale
Per l’aliquota maggiorata il contribuente deve essere proprietario o titolare di un diritto reale di godimento all’inizio dei lavori, oppure al pagamento se precedente. L’immobile deve essere abitazione principale: se non lo è all’avvio, può diventarlo al termine dei lavori.
Inquilini, comodatari e familiari conviventi, quando ammessi al beneficio, non ottengono il 50% per il solo fatto di abitarvi: senza il titolo richiesto si applica il 36%. Le condizioni sono nella guida dell’Agenzia aggiornata a febbraio 2026, pagine 9-10.
Per i lavori condominiali l’aliquota maggiorata si verifica per ciascun condòmino, in relazione alla sua situazione. Lo chiarisce l’assistenza ufficiale alla dichiarazione precompilata: nello stesso edificio possono spettare percentuali diverse.
Ecobonus 2026: infissi, isolamento e impianti efficienti
L’ecobonus 2026 sostiene interventi di riqualificazione energetica: fra le categorie indicate da ENEA figurano sostituzione degli infissi, schermature solari, isolamento dell’involucro, solare termico e sostituzione degli impianti con pompe di calore o sistemi ibridi ammessi.
Le aliquote sono il 50% o il 36% secondo le condizioni previste. Non esiste un unico tetto valido per ogni lavoro: limiti e requisiti cambiano con la categoria dell’intervento. Prima di accettare il preventivo, chiedi al tecnico quale agevolazione applicherà e su quale importo.
Le caldaie uniche alimentate a combustibili fossili sono escluse dalle agevolazioni per la loro sostituzione dal 2025. La tabella ufficiale ENEA distingue queste apparecchiature dai sistemi ibridi incentivabili: il nome commerciale non dimostra il diritto al bonus.
Occorre rispettare i requisiti dell’edificio e le prestazioni tecniche richieste, conservando asseverazioni, certificazioni e, quando previsto, attestato di prestazione energetica. La stessa spesa non può essere detratta contemporaneamente come ecobonus e bonus ristrutturazioni. Per questi aspetti valgono le regole dell’Agenzia sul risparmio energetico.
Sismabonus 2026: sicurezza strutturale e documentazione
Il sismabonus riguarda interventi antisismici su edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3, secondo le condizioni previste. Il limite ordinario è di 96.000 euro per unità immobiliare; per lavori condominiali e interventi articolati occorre verificare il calcolo del plafond.
Gli adempimenti tecnici, comprese le asseverazioni previste, vanno organizzati con il progettista prima del cantiere. La guida dell’Agenzia sul sismabonus descrive l’impianto dell’agevolazione; per le aliquote 2026 va applicata la successiva legge di Bilancio, che conferma 50% o 36%. Le vecchie percentuali maggiorate non vanno trasferite automaticamente ai nuovi pagamenti.
Bonus mobili 2026: quanto vale e quando si può usare
Il bonus mobili ed elettrodomestici 2026 consente una detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro: il beneficio teorico arriva a 2.500 euro, in dieci quote annuali. Proroga e massimale sono descritti anche nel dossier della Camera sulla manovra.
Il collegamento con i lavori è indispensabile
Per acquisti nel 2026, l’intervento edilizio agevolabile deve essere iniziato dal 1° gennaio 2025, comunque prima dell’acquisto dei beni. Chi detrae gli arredi deve beneficiare anche della detrazione per il recupero edilizio. Per lavori iniziati nell’anno precedente, gli acquisti già agevolati riducono il plafond disponibile.
Servono mobili nuovi o grandi elettrodomestici ammessi. Le classi minime sono A per i forni, E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori, quando è obbligatoria l’etichetta energetica. Si paga con bonifico o carta di credito/debito, non in contanti. Non è richiesto il bonifico dedicato alle ristrutturazioni. Le condizioni operative sono nella guida dell’Agenzia al bonus mobili, da leggere insieme alla proroga 2026.
Come richiedere i bonus casa 2026
Prima dei lavori: controllare pratica edilizia e documenti
Per queste detrazioni il percorso ordinario passa dalla dichiarazione dei redditi. Prima di pagare, fai verificare quali titoli edilizi e comunicazioni servono. Conserva fatture, ricevute, documentazione dell’immobile, eventuale consenso del proprietario e documenti condominiali sulla ripartizione delle spese. L’Agenzia riepiloga gli obblighi nel chiarimento sui documenti da conservare per le ristrutturazioni.
Pagare correttamente e indicare le spese in dichiarazione
Per i lavori soggetti a questa modalità utilizza il bonifico parlante, riportando causale con riferimento normativo, codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA o codice fiscale del destinatario. Controlla i dati prima dell’invio: sono i requisiti del bonifico indicati dall’Agenzia.
Le spese pagate nel 2026 entrano nella dichiarazione relativa al 2026, presentata nel 2027, mediante 730 o modello Redditi, secondo il caso. Per la generalità dei nuovi interventi non bisogna contare su cessione del credito o sconto in fattura: le opzioni sono bloccate, salvo specifiche deroghe. Il quadro è richiamato nelle istruzioni ufficiali sugli oneri e le spese.
Comunicazione ENEA: la scadenza e l’eccezione del 2026
Per l’ecobonus e gli interventi del bonus casa che richiedono la comunicazione energetica, la regola è l’invio entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attraverso il portale indicato da ENEA, accessibile con SPID o CIE.
Per lavori iniziati dal 4 febbraio e conclusi prima del 25 giugno 2026, i 90 giorni decorrono dal 25 giugno 2026. Per quelli conclusi dal 25 giugno torna il termine dalla fine lavori. Lo stabilisce l’avviso ENEA del 25 giugno. Conserva la ricevuta di trasmissione.
Quanto si recupera davvero e quali vecchi bonus evitare
Esempio: 20.000 euro di lavori integralmente ammessi al bonus ristrutturazioni al 50% producono una detrazione teorica di 10.000 euro, cioè 1.000 euro all’anno per dieci anni. Il recupero effettivo richiede sufficiente IRPEF: la quota annuale che supera l’imposta disponibile non diventa un rimborso aggiuntivo. Il funzionamento delle rate è illustrato nella guida dell’Agenzia alla detrazione.
Per redditi complessivi superiori a 75.000 euro opera inoltre un limite complessivo alle spese detraibili, con regole legate a reddito e figli fiscalmente a carico. Prima di impegnare il budget, considera il riordino delle detrazioni spiegato dall’Agenzia.
Il bonus barriere architettoniche al 75% riguarda spese fino al 31 dicembre 2025; per nuove spese si possono valutare le agevolazioni ordinarie, se spettanti, come indica la guida 2026 dell’Agenzia. Anche il bonus facciate è terminato: la tabella ENEA ne limita l’operatività alle spese entro il 2022. Nel valutare i bonus casa 2026, confronta il costo complessivo con il beneficio effettivamente utilizzabile.
Una verifica pratica prima di accettare il preventivo
Prepara un prospetto con quattro voci: lavoro previsto, costo totale, agevolazione applicabile e documenti necessari. Chiedi all’impresa di distinguere le lavorazioni e al professionista di confermare il trattamento fiscale delle singole spese. Questo controllo è particolarmente utile quando nello stesso cantiere convivono opere edilizie, impianti e acquisti di arredi.
Non scegliere un’offerta soltanto in base alla percentuale pubblicizzata. Confronta anche qualità dei materiali, prestazioni attese, costi tecnici e tempi di esecuzione. Se il pagamento è diviso tra più persone, chiarisci prima chi sosterrà ciascuna spesa e come dovrà risultare dai documenti. Infine, organizza una cartella per fatture, bonifici e ricevute delle comunicazioni: sarà più semplice consegnare al CAF o al commercialista una pratica completa e controllare negli anni le quote di detrazione utilizzate.


I commenti sono chiusi, ma i trackback e i pingback sono aperti.