Progettiamola futurista: il lato estetico dell’energia

Progettiamola futurista: il lato estetico dell’energia

«Progettiamola futurista»: il lato estetico dell’energia

IL FORUM

Il dibattito su Parona

PARONA. La centrale che verrà? Magari «<futurista». Nel dibattito che si è aperto sulla questione energetica (anche grazie al «forum» sul sito internet della «Provincia pavese») si rafforza il filone «estetico» legato cioè a chi ritiene che più dell’impatto ambientale (o insieme a questo) si debba tener conto dell’impatto estetico. «Le centrali sono decisamente brutte e inquietanti: ripensiamole magari proprio da quella che potrebbe essere realizzata a Parona» ha dichiarato qualche tempo fa il dirigente nazionale del Pri Luca Sforzini. L’idea trova qualche primo consenso. L’architetto Daria Prayer, docente in un istituto per geometri, lo ritiene un argomento interessante per discussioni didattiche. E fa capire che presto il problema sarà oggetto di un confronto con gli alunni. «Penso che una riflessione sull’approccio estetico delle strutture tecnologiche – afferma – possa essere importante per la formazione delle nuove generazioni di architetti e progettisti». E la professoressa cita un esempio significativo che arriva dalla nostra storia dell’arte e del pensiero moderno. E il ri- ferimento va al futurismo.

«Si potrebbe citare tra gli altri l’architetto futurista Antonio Sant’Elia – aggiunge l’architetto Prayer – che progettò la sua città ideale comprese ovviamente le centrali». E nel disegno pubblicato a fianco (tratto dalla collezione Paride Accetti) ecco delinearsi una possibile centrale architettonicamente definibile come «futurista».
Gradevole o no che sia il risultato, comunque rispondente a una visione artistica oltre che puramente di utilizzo pratico. L’architetto Sant’Elia scriveva allora: «Come gli antichi trassero l’ispirazione dell’arte dagli elementi della natura noi, materialmente e spiritualmente artificiali, dobbiamo trovare quell’ispirazione negli elementi del nuovissimo mondo meccanico che abbiamo creato».
Più in là c’è chi sostiene che comunque vada valutato il contorno ambientale. Il confronto continua.

Progettiamola futurista: il lato estetico dell’energia

<<Chiamiamo i grandi architetti>>

PARONA. «Chiamiamo grandi architetti come Renzo Piano e chiediamo loro di cambiare il volto alle nuove cattedrali moderne della tecnologia». Sforzini insiste sul concetto. Intanto la «provocazione» sta per arrivare sul tavolo regionale coinvolgendo gli organismi competenti. «Il problema non è marginale – insiste il dirigente repubblicano – le centrali deprezzano di fatto i terreni circostanti. Non è questione di sicurezza perché sono assolutamente garantite da questo punto di vista. No, il problema è estetico. Sono brutte e creano una sensazione di disagio e di inquietudine. Io non sono un architetto o un progettista, non so come farle altrimenti. Ma almeno parliamone». Ma l’impatto ambientale non è da meno nel dibattito su Internet. Diversi lettori insistono ancora sulla necessità di ri sparmiare energia ricorrendo a fonti alternative piuttosto che progettare nuove centrali.